• Alberi della DeadVlei, nel deserto del Namib

Botswana

Wildogs Botswana
Il Botswana è universalmente conosciuto per il “fenomeno” del Delta dell’Okavango: un fiume che, a un certo punto del suo percorso, nella sua parte terminale, forma un enorme delta (il secondo delta interno più grande del mondo) e,anzichè raggiungere il mare, si perde tra le  sabbie assetate del deserto del Kalahari, sino a scomparire completamente tra i granelli di sabbia. Il Botswana è impegnato da sempre di salvaguardare la rara bellezza del Delta dell’Okavango che, il 22 giugno 2014, è stato dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

Per gli amanti della Natura africana e per i fotografi, il Botswana è una meta ambita e unica in quanto rappresenta uno degli ecosistemi naturali più integri al mondo: oltre che per la quantità di animali che si possono osservare.

I nostri tour in Botswana utilizza veicoli fuoristrada 4X4 e offrono un ventaglio di itinerari, attività diversificate, e una pluralità di “soluzioni alloggiative” per accontentare tutte le richieste e rispondere ai vari obbiettivi che gli ospiti si propongono.
Le sistemazioni disponibili in Botswana sono diverse: alberghi, lodge, campi tendati fissi, campi tendati mobili, e naturalmente il classico campeggio.
I campi tendati fissi, quelli mobili e i siti destinati al campeggio sono disseminati un po’ ovunque nei Parchi, nelle aree protette e in tutte le zone di interesse ambientale e paesaggistico: offrendo opportunità diversificate e varie dal punto di vista della struttura disponibile, del comfort garantito, dell’atmosfera e dei servizi garantiti (con le corrispondenti  ricadute in termini di prezzo).

I campi tendati fissi sono strutture stabili, con camera e bagni in-suite (al pari dei lodge) e arredi più o meno lussuosi, a seconda del livello qualitativo del campo; la sola differenza è che, al posto della muratura, viene utilizzato un tessuto spesso e impermeabile (canvas).
Nella struttura principale, posizionata sempre in un punto strategico con vista spettacolare, sono ospitati la sala ristorante, il bar e la sala relax con tutti i comfort del caso.
Sono considerati delle “sistemazione prestigiose” in quanto offrono una location e un’atmosfera autenticamente africane (stile“La mia Africa”); e sono naturalmente mediamente costosi.

I tour con campi tendati mobili si svolgono con trasferimenti in fuoristrada aperti, 4×4; mentre i pernottamenti sono ospitati in tende da 2.5 mt x 2.5 mt. provviste di lettini, cuscino e lenzuola, con i bagni privati annessi e provvisti di acqua calda.
Le tende sono montate dall’organizzazione in aree privilegiate e offrono l’opportunità di osservare e di vivere appieno la natura ancora incontaminata e selvaggia. Le cene sono servite su tavoli, corredati di comode seggiole e di tutto il necessario per rendere piacevole e rilassante la serata, allietata dal fuoco.

I tour proposti in campeggio (di 3 notti o più), si svolgono con trasferimenti in fuoristrada, 4×4, prevedono il pernottamento in aree prestabilite al campeggio, fornite di acqua e attrezzate con un sito ove poter accendere il fuoco.
Le tende sono da 2.5 mt x 2.5 mt e vengono montate dai singoli partecipanti che contribuiscono alle attività di campeggio. I bagni sono in comunità nelle strutture prestabilite, rinnovate di recente e provviste di acqua calda.
Le cene sono servite su tavoli, corredati da seggiole e di tutto il necessario per rendere piacevole e rilassante la serata, allietata dal fuoco.
Questa soluzione offre l’opportunità di economizzare senza perdere il privilegio di osservare e di vivere appieno la natura ancora incontaminata e selvaggia.

Il Delta dell'Okavango e la riserva del Moremi

Mokoro delta 84

Il Delta dell’Okavango comprende paludi permanenti e pianure allagate stagionalmente nel periodo della stagione secca: con il risultato che le piante e gli animali hanno sincronizzato i loro cicli biologici con le piogge stagionali e le inondazioni.
Il delta dell’Okavango ospita alcune delle specie di mammiferi più minacciate al mondo come il ghepardo, il rinoceronte bianco, il rinoceronte nero, il licaone e il leone.

Il delta dell’Okavango include paludi permanenti che coprono circa 600.000 ettari e fino a 1,2 milioni di ettari di praterie allagate stagionalmente; la proprietà del patrimonio mondiale iscritto dall’UNESCO comprende in realtà un’area complessiva di 2.286.630 ha.

Il Delta ha un ecosistema che dà vita a una vasta e importante biodiversità sia della fauna che della flora.
Le sue acque scorrono limpide e placide fra tratti di savana e boschi di mopane; i canali formano lagune e stagni ricchi di ninfee, canneti e papiri; mentre gli isolotti creano oasi di vegetazione dove molteplici specie di animali trovano rifugio.
Il delta si estende e si riduce a seconda del ritmo stagionale delle piogge e, di conseguenza, di alluvione del delta.
Il delta accoglie una ricca popolazione di mammiferi fra cui elefanti, ippopotami, kudu nonchè i “famosi” leoni che hanno la particolarità di non farsi alcun problema davanti all’acqua; e poi ancora zebre, giraffe, impala e lechwe.

Per apprezzare al meglio questo spettacolo naturale si consiglia di addentrarsi nel cuore del delta e navigare tra i canali con il classico mokoro; canoe tradizionali affusolate ricavate dai grossi tronchi d’albero. Per la salvaguardia degli alberi di alto fusto, negli ultimi anni le canoe vengono costruite in vetroresina: rivelandosi tra l’altro maggiormente sicure quanto a stabilità. Un altro modo per completare la visione di questo paradiso selvaggio, dai forti contrasti cromatici, è il sorvolo del delta con piccoli aerei o elicotteri.

galoppo
Il Moremi Game Reserve ha una estensione inferiore ai 5.000 km²ed è in pratica una penisola che si protende verso il Delta dell’Okavango nella parte orientale, includendo anche l’isola denominata “Chiefs Island”: quest’ultima raggiungibile peraltro solo in volo o con un’imbarcazione. É considerata una tra le più belle riserve naturali dell’Africa ed è particolarmente ricca dal punto di vista faunistico.

Il Delta dell’Okavango e la Riserva del Moremi sono privi di recinzioni; e questo fa sì che vadano a formare un’unica e vasta area naturalistica e di libero movimento per gli animali.
Si possono contare 1061 piante (appartenenti a 134 famiglie e 530 generi), 89 pesci, 64 rettili, 482 specie di uccelli e 130 specie di mammiferi.
Il territorio ha molte lagune, corsi d’acqua perenni e stagionali, boscaglie di mopane e di acacie, foreste fluviali con alberi ad alto fusto e – infine – savane che, nel periodo secco, assumono il tipico colore paglierino. Un mondo di contrasti, anche cromatici, sorprendenti e inaspettati.

La riserva del Moremi è abitata dai grandi mammiferi tra cui famiglie di elefanti, bufali, ippopotami, zebre, giraffe, impala, kudu, lechwe rosso, tsessebe e antilopi d’acqua; ma anche dai predatori come il leone, il leopardo, la iena, il licaone (Lycaon pictus pictus) e il ghepardo. Numerosi sono gli uccelli: tra questi le cicogne, gli aironi, i trampolieri, le aquile e i buceri di terra.

Il Parco Chobe

Il Chobe National Park si suddivide in varie aree; le più note delle quali sono il Savuti, il Linyanti e il Chobe River Front.

Elefanti a riposo 86

Il Savuti è una zona sabbiosa che prende il nome dal fiume che lo attraversa e comprende un’estesa palude chiamata “Savuti marsh”.
Il Savuti era un vero paradiso per gli amanti degli uccelli, con tantissimi uccelli di palude: aironi, garzette, tarabusi, pellicani (a centinaia) e tanti altri. “Era” perché tutto dipende dal regime idrico del momento. In ragione del succedersi di fenomeni idrologici e movimenti tettonici, le acque del fiume Savuti hanno infatti un andamento alternante: a periodi in cui l’acqua cessa di scorrere del tutto fanno da contrappasso altri di abbondanza idrica.

Il penultimo fenomeno di prosciugamento è iniziato nel 1979, lasciando la zona del Savuti completamente arida; le poche sorgenti d’acqua disperse nell’area (tra cui quelle artificiali) richiamavano gli animali assetati come in un pellegrinaggio.
Il fiume Savuti nel febbraio 2009 (dopo trent’anni, cioè) ha cominciato a scorrere nuovamente e la vita lungo il fiume è ricominciata; le grandi famiglie d’elefanti sono ritornate con i loro cuccioli; così come le mandrie di bufali, disperse nella vasta palude assieme a zebre, giraffe, impala, kudu maggiore. Ma non solo: anche leoni, leopardi, iene, licaoni e iene.
Dal 2015 è nuovamente iniziato un periodo di secca; e il fiume si è prosciugato. Fortunatamente le pozze artificiali danno un ottimo supporto e sono numerosi gli avvistamenti. Ma spesso attorno alle pozze si osservano degli animali molto assetati; e i predatori sicuramente non hanno difficoltà a trovare le loro prede.

Il Linyanti è situato nella parte più a nord-est del Delta dell’Okavango e si estende su un’area paludosa che confina con il Caprivi (Namibia) ed è creata dal fiume Linyanti che, più a valle, assume il nome di Chobe. A secondo del livello idrico del fiume, quest’area viene allagata e si alterna con vaste savane; un habitat ideale per molte antilopi tra cui il Lechwe rosso, il raro Sitatunga e predatori come il Licaone.

 

Chobe river 34


Il
Chobe River Front è l’area di parco che comprende il “lungo fiume” Chobe, dove il fiume fa da confine con la Namibia e, subito dopo la città di Kasane, si immette nel fiume Zambesi: questo accade quando la corrente dello Zambesi è lenta e il livello delle acque “riceventi” basso. Quando le acque fluiscono, la vasta piana alluvionale è verdeggiante e costituisce un richiamo per molti erbivori: bufali, elefanti, zebre e impala.

Nel caso contrario, quando cioè le acque dello Zambesi sono veloci e il livello è alto, il Chobe non ha la forza sufficiente per immettersi nello Zambesi e le acque del Chobe rimangono, per così dire, “in attesa”, allagando la vasta piana alluvionale: una vera unicità paesaggistica.

Le sponde del fiume Chobe, nel “versante Botswana”, sono ricche di vegetazione di alto fusto, di cespugli e di una boscaglia fitta che si sviluppa poi nell’entroterra del Parco. In questa parte del lungofiume Chobe, gli animali vanno ad abbeverarsi: anche perché la vegetazione offre riparo e ombra: Ma… è pure luogo di agguati da parte dei predatori.

Si tratta della zona del parco più visitata, una vera attrazione turistica per la sua popolarità in termine di avvistamenti: famiglie di elefanti, mandrie di centinaia di bufali, ippopotami, coccodrilli, iguane, leoni, antilopi roane, licaoni, sciacalli, impala, zebre, giraffe, leopardi, iene, antilope nera e non solo. Il Parco è ricco infatti di molte varietà di uccelli, tra cui in particolare quelli acquatici; ma anche aquile, gruccioni, buceri, gufi, martin pescatori, ghiandaie, avvoltoi, aironi.

Il deserto del Kalahari

Gruppo Oryx 19

E’ stato reso famoso dai ricercatori Mark e Delia Owens con il libro autobiografico “Il pianto del Kalahari”, scritto dai protagonisti che hanno vissuto per 8 anni nella Deception Valley, studiando i leoni della Central Kalahari Game Reserve. Il deserto del Kalahari è il sesto deserto al mondo per estensione (includendo l’Artico e l’Antartide), con una superficie di circa 930.000 km²; comprende il Botswana e parte della Namibia e del Sud Africa. Si presenta come una vasta distesa di sabbia, ubicata a un’altezza media di 900 metri s.l.m..

Il suo territorio è formato da infinite piane ondeggianti sabbiose e da antichi laghi bianchi prosciugati localmente chiamati “Pan”.Le riserve permanenti d’acqua sono garantite dalle falde e dai “Pan” di grandi dimensioni (i Makgadikgadi Pans sono i più estesi) che, durante la stagione delle piogge, fungono da raccoglitore dell’acqua piovana.
Le temperature estive variano dai 20° ai 40 °C; in inverno il clima è secco e freddo, con una temperatura minima che può scendere sotto lo zero, generando frequenti gelate.
Eppure, nonostante queste condizioni ambientali “estreme”, il popolo San ha saputo sopravvivere in un territorio ostile come il deserto del Kalahari: grazie alla conoscenza dei segreti del deserto e alla sua sapienza nel rispettare la Natura.
Le località da visitare nel deserto del Kalahari sono il Makgadikgadi National Park,il Nxai Pan National Park e il Central Kalahari Game Reserve che ha un’estensione di 52.800 Kmq.

 

Informazioni generali

Il Botswana è indipendente dal 30 settembre 1966 e la capitale è Gabarone.
Il Botswana ha una superfice di 581.730 kmq che equivale circa a quella della Francia e del Texas, con una popolazione di circa 2.024.900 abitanti (dati 2011), caratterizzata da un tasso di crescita dell’1,9% all’anno.

  • Formalità d’ingresso: Per i cittadini italiani è sufficiente il passaporto con validità minima di 6 mesi e con un minimo di 2 pagine libere (4 facciate). Nessun visto è richiesto in via preventiva; lo si potrà ottenere all’arrivo con la compilazione di un sintetico modulo.
    Quanto all’ingresso dei minori in Botswana, il nuovo regolamento prevede che tutti i minori di età inferiore ai 18 anni siano accompagnati da entrambi i genitori. In difetto, se sono in transito dal Sudafrica, dovranno essere muniti di passaporto individuale e copia autenticata, in lingua inglese o multilingue, del proprio certificato di nascita integrale o documento equivalente, emesso dall’Autorità competente, in cui vengano riportate le generalità di entrambi i genitori. Oltre ai suddetti documenti, quando il minore viaggia con uno solo dei genitori o con il proprio tutore legale, sarà necessario portare una dichiarazione giurata, in forma di affidavit, con il consenso al viaggio dell’altro genitore risalente a non oltre 3 mesi dalla data del viaggio oppure un Ordine del Tribunale che dimostri la piena responsabilità genitoriale, o tutela legale, del genitore o del tutore che accompagna il minore, oppure, laddove applicabile, un certificato di morte dell’altro genitore.
  • Abbigliamento e Bagaglio:Consigliati l’uso di abiti casual e leggeri, pratici e comodi, con colori neutri, alcuni indumenti caldi e una leggera giacca a vento oltre al costume da bagno nel periodo estivo.
    Un impermeabile per chi fa l’estensione alle Cascate Vittoria.
    Scarpe da trekking per camminate o scarpe da ginnastica e sandali per il tempo libero. Importanti in tutto l’arco dell’anno: copricapo, occhiali da sole, crema solare e idratante, repellenti, piccola torcia e binocolo. Raccomandiamo abbigliamento chiaro per la sera con maniche lunghe e pantaloni lunghi.
    Nel periodo invernale, da fine maggio ad agosto, è buona regola portare indumenti caldi per la sera e la mattina e indumenti semi leggeri per le ore centrali; le temperature si aggirano sui 25/28° e le nottate sono fresche (6° /12°), raramente più fredde.
    La maggior parte dei lodge/campi offrono il servizio di lavanderia; informatevi comunque alle reception sui tempi di consegna e sui costi.
    Raccomandiamo l’utilizzo di borse/sacche morbide specialmente a chi ha scelto itinerari con voli interni spesso caratterizzati da “limitazioni bagaglio” – è buona regola informarsi su quanti siano i kg acconsentiti per evitare il rischio di dover lasciare bagaglio terra.
  • Assistenza medica: Nelle città principali esistono ospedali e piccole cliniche.
    Si consiglia di portare con sè i medicinali personali, riponendoli nel bagaglio a mano con il corrispettivo “bugiardino”. I medicinali liquidi o cremosi di medio o grande formato devono essere messi invece nel bagaglio a stiva.
    NOTA: Consigliamo vivamente di premunirsi con un’assicurazione medica personale (comprensiva dell’assistenza medica e dell’evacuazione di emergenza), anche perchè la maggior parte dei lodge richiede gli estremi di polizza.
  • Vaccinazioni e Malaria: Nessuna vaccinazione è obbligatoria; solo i cittadini provenienti da aree a rischio di malattie infette devono esibire il loro libretto vaccinazioni.
    In Botswana la malaria non è presente nelle aree desertiche e nel periodo tra fine maggio ed ottobre; nel periodo invernale e più secco, cioè, il “rischio malaria” è il più basso in assoluto.
    La malaria è invece a rischio in alcune aree umide e nel periodo delle piogge.
    Si consiglia di consultare il proprio medico per effettuare la profilassi antimalarica più idonea specialmente nella stagione delle piogge, periodo in cui la vaccinazione è fortemente consigliata.
    In tutto l’arco dell’anno, al tramonto e all’alba, si consiglia come misura precauzionale di indossare indumenti chiari, con maniche lunghe e pantaloni lunghi, di utilizzare dei repellenti e di dormire sotto le zanzariere.
  • Corrente elettrica: La corrente elettrica in Botswana è di 220/240 Volt e 50 Hertz; si usano correntemente prese a tre poli, rettangolari; solo alcuni lodge si sono adeguati con le prese europee.
    Fuori dai centri abitati è preferibile chiedere assistenza allo staff per identificare quali prese siano idonee per ricaricare batterie e cellulari.
  • Clima: Il Botswana gode di un clima secco da Maggio a Novembre (a Settembre e Ottobre si registrano le temperatura più calde). Da Dicembre ad Aprile è il periodo delle piogge, chiamato “stagione verde”; in questo periodo alcune strade sterrate possono essere impraticabili.
  • Lingue: La lingua ufficiale in Botswana è l’inglese; ma è diffusa tra la popolazione la lingua Setswana.
  • Moneta: La moneta locale è il Pula (BWP), che letteralmente significa  “lascia che ci sia la pioggia”.
    Viene scambiata senza problemi con l’Euro e il Dollaro americano negli aeroporti, nei Bureau de change o direttamente nei lodge.
    Le Carte di credito sono bene accette ma ne va considerato, a volte, il mal funzionamento per ragioni di linea telefonica.
  • Sicurezza: Il Botswana è un Paese sicuro. E’ comunque consigliabile prestare attenzione, specialmente nei centri abitati.