Uganda / Ruanda

Le nostre proposte viaggio in Uganda / Ruanda

il gorilla pensatore

Nel cuore verde dell’Africa ci sono due splendidi paesi attraversati dall’Equatore, di una bellezza naturalistica coinvolgente: l’UGANDA e il RUANDA.
Qui si possono vivere esperienze fra le più emozionanti ed incredibili: nelle loro rigogliose foreste è possibile incontrare i gorilla di montagna, vi si trovano laghi, aride savane e il grandioso Lago Vittoria, il leggendario Nilo, il massiccio del Ruwenzori, i numerosi vulcani del Virunga.

La maggiore attrazione dell’Uganda e del Ruanda è rappresentata dall’incontro con i gorilla di montagna all’interno delle foreste pluviali protette dei Parchi Nazionali del Bwindi e del Virunga; senza dimenticare le altre foreste, come quella di Kibale, in cui è possibile trovare la più grande comunità di scimpanzé nel loro habitat naturale.

 

Cosa vedere in Uganda

Bwindi Impenetrable National Park

E’ stato dichiarato patrimonio dell’umanità del 1994 (UNESCO) in ragione della sua eccezionale biodiversità oltre che per garantire la salvaguardia dal rischio di estinzione dei gorilla di montagna. Si estende per un totale di 331 Km2. in un contesto caratterizzato da un ambiente tropicale di alta quota; la foresta pluviale (o giungla impenetrabile) si sviluppa in una zona montuosa fra il confine della Repubblica Democratica del Congo, il parco del Virunga (Ruanda) e la Rift Valley.
Gran parte di questo territorio è raggiungibile e percorribile a piedi attraverso sentieri poco agevoli. Infatti le escursioni per incontrare i gorilla possono risultare impegnative e a volte piuttosto faticose.
Complessivamente, il Parco è uno degli ecosistemi più ricchi d’Africa, e fornisce l’habitat per oltre 120 specie di mammiferi, 346 specie di uccelli, 202 specie di farfalle, 163 specie di alberi, 100 specie di felci ed altre specie a rischio.
Fra i mammiferi compaiono diverse specie di primati, fra cui colobi, scimpanzé e gorilla di montagna; il parco ospita circa metà della popolazione mondiale di quest’ultima sottospecie, considerata a di rischio d’estensione. I gorilla del parco, chiamati “gorilla Bwindi“, sono divisi in gruppi famigliari, e sono controllati dai progetti di ricerca della comunità scientifica.

Parco Nazionale Cascate Murchison

Con la sua superfice di Km2 3.840, è la più grande area protetta dell’Uganda. Il parco è inserito nel contesto delle cascate Murchison e si articola in un sistema di aree protette con diversi habitat: equatoriali e tropicali. Il nome del parco deriva dalla famosa cascata, omonima, dedicata all’allora Presidente della Reale Società Geografica Roderick Murchison.
La cascata è alimentata dal Nilo Bianco (qui ancora Vittoria) che divide il Parco in due metà: nord e sud. Le spettacolari cascate sono situate là dove il fiume Nilo “esplode” per così dire, violentemente, incanalandosi in una stretta frattura della Rift Valley che, nella parte più angusta, misura appena 7 mt. di larghezza, dando poi corpo ad un salto di 43 mt.
L’escursione prevede la risalita del sentiero che costeggia il fiume Nilo fino alle cascate Murchison; durante il percorso si incontrano diversi punti panoramici dai quali ammirare paesaggi, avvistamenti e – naturalmente – la cascata, osservandola da varie angolazioni.

Queen Elizabeth National Park

E’ stato istituito nel 1954 e prende il nome dalla regina Elisabetta II d’Inghilterra; è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1979 per la varietà degli ambienti che lo caratterizzano. Il territorio si sviluppa attorno al canale Kazinga (un ampio e lungo canale naturale di 32 Km che collega il lago George e il lago Edward.); è dominato da diversi laghi craterici ed ospita una grande varietà di animali selvatici: elefanti, leoni, ippopotami, bufali, babbuini e uccelli, tipici dell’habitat fluviale e della savana; in tutto si contano cento specie di mammiferi e 606 specie di uccelli.
Ricordiamo in particolare la foresta di Maramagambo, parte del lago Edward, la Kyambura Gorge (nota per una famiglia di scimpanzé abituati alla presenza umana) e l’Ishasha Sector, conosciuto per i famosi leoni che usano arrampicarsi sui grandi alberi di fichi e di acacia e altri avvistamenti.
Il parco Queen Elizabeth comprende numerosi habitat: ci sono aree di savana, di foresta pluviale e zone acquatiche. L’area protetta, che copre 1978 Km2, è la seconda per estensione dell’intero Uganda ed è stata dichiarata “patrimonio della biosfera”. Il parco offre l’avvistamento di diverse specie di mammiferi: elefanti, leoni, varie antilopi tra cui il Kob ugandese, bufali, sciacalli, iene maculate; senza scordare la presenza, importante, degli scimpanzé e di altri primati.
Nel canale Kazinga “abbonano” coccodrilli, e ippopotami. La lista degli uccelli comprende ben 606 specie: molto probabilmente si tratta del numero più alto di ogni parco africano. Tra questi da segnalare gli uccelli a becco a forbice, gli uccelli a becco a scarpa, i martin pescatori di varie specie, ect…

Kibale Forest National Park

Fu fondato nel 1993 allo scopo di proteggere un’area che già nel 1932 era stata dichiarata riserva forestale ed è costituita da circa 560 km² che comprendono diversi habitat: foresta pluviale e semi-decidua, praterie e molti laghetti vulcanici.
Il parco è noto soprattutto perché vi si trova la più alta varietà e concentrazione di primati dell’Africa orientale con 13 specie rappresentate; ma anche per l’eccezionale avifauna e le numerosissime farfalle.
Il parco è situato nella parte occidentale del Paese e vanta paesaggi scenografici e una vegetazione di foresta pluviale, alternata a macchie di praterie e paludi, dove si raggiungono anche i 1100 – 1600 metri di altitudine.
Il Parco Nazionale di Kibale ospita una grande comunità di scimpanzé che è possibile incontrare durante le escursioni.
Il Kibale è contiguo al Parco Nazionale della Regina Elisabetta; i due parchi insieme costituiscono una delle più importanti mete turistiche del Paese.

Monte Ruwenzori

E’ d’obbligo un breve cenno a questo gruppo montuoso anche perché la prima spedizione a questa montagna fu fatta da un illustre italiano nel 1906 (il Duca degli Abruzzi, Luigi Amedeo di Savoia) che ha eseguito la mitica ascesa al gruppo del Ruwenzori con un nutrito gruppo di geologi, botanici, fotografi, zoologi … che hanno documentato un pò tutti gli aspetti, non solo alpinistici, della montagna ma anche del territorio.
Il gruppo montagnoso fan parte del sistema geologico della Rift Valley e si è formato come conseguenza della spinta verso l’alto che le placche tettoniche esercitano sulla superficie terrestre. Si tratta di un’area estremamente umida; le sue cime sono avvolte dalla nebbia per la maggior parte dell’anno; piove molte e il Ruwenzori costituisce infatti una risorsa perenne di acque che alimentano un complesso sistema idrologico.
La flora è suddivisa in cinque aree distinte dall’altitudine: il Ruwenzori ospita la flora più ricca e più rara dell’intera Africa, nel settore tra il limite delle nevi ed i 3.500 metri.
Il Ruwenzori è lungo 120 km e largo 65 km, e i sei massicci più grandi sono stati intitolati ai grandi esploratori che hanno scritto la storia dell’Uganda: il Monte Baker 4.844 m, il Monte Emin 4.798 m, il Monte Gessi 4.715 m, il Monte Luigi di Savoia 4.627 m, il Monte Speke 4.890 m, e il Monte Stanley 5.109 m. Quest’ultimo è il più grande e comprende una serie di cime, la più alta delle quali è la Cima Margherita. Il gruppo ha 43 ghiacciai distribuiti su sei montagne, che coprono un’area di 5 km² e costituiscono circa la metà dei ghiacciai presenti in Africa.
Il Ruwenzori e le sue aree circostanti sono stati costituiti in Parco Nazionale e sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’umanità (UNESCO).

 

Cosa vedere in Ruanda

Parc National des Volcans

E’ stato uno dei primi parchi nazionali ad essere istituiti in Africa nel 1925 e si compone di una catena di vulcani, quasi tutti dormienti, che si trovano lungo il confine settentrionale del Ruanda con la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda; i loro pendii inferiori sono coperti da una ricca e verdeggiante foresta pluviale. Il Volcanoes National Park comprende 5 degli 8 vulcani, che sono il Karisimbi, il Bisoke, il Muhabura, il Gahinga e il Sabyinyo e che arrivano a toccare i 4500 metri.
La sua ideazione è nata dalla necessità di proteggere gli abitanti più preziosi del parco (i gorilla di montagna) dai bracconieri e per la salvaguardia dell’importanza ambientale e scientifica.
A renderlo una destinazione molto richiesta è la diversità di paesaggi, con acquitrini, paludi, praterie erbose e laghi associati a una gran varietà di foreste, che vanno dal bambù a specie più montane.
In termini di fauna, naturalmente è il gorilla di montagna il soggetto più importante ma ci sono comunque tanti altri animali altrettanto interessanti: dalla iena maculata alla scimmia dorata, al bufalo e all’antilope dalla fronte nera.
Il parco vanta un ecosistema fiorente cui si aggiungono le 178 specie di volatili registrate.
Oltre all’attività principale di seguire le tracce dei gorilla, c’è una grande abbondanza di attività “avventurose” da svolgere nel parco, tra le quali spiccano le passeggiate nella natura e le arrampicate in montagna. Una delle attività più popolari è quella di seguire le tracce delle scimmie dorate, una specie a rischio d’estinzione.
Tenere presente che le escursioni possono risultare impegnative e a volte piuttosto faticose.
Tuttavia, le leggi per la conservazione sono state per decenni ignorate e solo negli anni ’70 e ’80 hanno cominciato a cambiare, con l’intervento della zoologa di fama internazionale Dian Fossey e George Schaller. La sua passione per i gorilla e il suo esemplare livello di comprensione e di interazione hanno inaugurato una nuova era del movimento per la conservazione per i gorilla di montagna e in definitiva li hanno salvati dall’estinzione.
Dian Fossey ha istituito a suo tempo il Karisoke Research Centre, il 24 settembre 1967, con l’intento di studiare i gorilla di montagna, allora in via di estinzione, ed ha combattuto duramente per eliminare il bracconaggio, contrastando la corruzione. La Fossey riuscì a richiamare l’attenzione del mondo intero sulla salvaguardia di questi luoghi, incoraggiando una consapevolezza a livello mondiale nei confronti dei famosi “abitanti” del parco. Come sappiamo, Dian Fossey è stata assassinata nel 1985 ed è seppellita vicino al Centro Ricerche, tra le tombe dei gorilla uccisi dai bracconieri.

Kigali

E’ la capitale del Ruanda ed è una delle città africane più in fermento del momento. Negli ultimi dieci anni sono stati tantissimi i cambiamenti intervenuti nell’assetto della città; cambiamenti che proseguono, incessantemente: parliamo di nuovi quartieri, di miglioramenti alla viabilità, di realizzazione di piste ciclabili, di giardini e aiuole perfettamente ordinate, di un nuovo centro istituzionale e degli affari con grattacieli lucenti. Tutto questo rientra in un piano nazionale che prevede un forte ammodernamento di tutta la nazione, la realizzazione di connessioni all’acqua e all’elettricità anche negli angoli più remoti del paese, il sostegno alle famiglie rurali, scolarizzazione, servizi sanitari. Una visita alla città è consigliata.

Suggeriamo in particolare di visitare il Museo del Genocido, un modo per ricordare e capire meglio gli avvenimenti accaduti nel 1994 e che si è tradotto in quasi un milione di morti in soli cento giorni. In Ruanda il ricordo del genocidio è naturalmente ancora vivo e questo è stato il motivo che ha portato alla costruzione del Museo, il Kigali Memorial Genocide, inaugurato nel 2004, in coincidenza con il 10° anniversario del genocidio, per onorare e ricordare un fatto storico che forse molti vorrebbero “dimenticare” mentre è importante, soprattutto per le nuove generazioni, comprendere che tutti sono uguali e capire che gli odii tribali o la diversità etnica non si risolvono con lo sterminio dell’altro. Ci sono vari memoriali visitabili nei dintorni di Kigali, in cui si ricordano specifici episodi di questo massacro; il Ruanda, in verità, è disseminato di fosse comuni e di memoriali nella speranza che il Paese ricordi e non commetta gli stessi errori.

Parco Nazionale Akagera

Situato nel Ruanda orientale, è caratterizzato da boschi, paludi, basse montagne e savana con una significativa varietà di fauna selvatica tra cui bufali, elefanti, giraffe, zebre, impala e molti altri. Nella parte meridionale del parco, il vasto lago Ihema ospita ippopotami e coccodrilli. Dopo una lunga estinzione, i rinoceronti neri e i leoni sono stati recentemente rintrodotti.
Il parco nazionale di Akagera, abbracciando il confine con la Tanzania, dal 2010 è gestito da African Parks un’organizzazione dedicata alla gestione dei parchi nazionali e delle aree protette in tutta l’Africa, in collaborazione con i governi e le comunità locali.

Parco Nazionale della Foresta di Nyungwe

Consiste in 1019 km² di foresta pluviale dalla biodiversità impareggiabile ed è l’area più estesa di foresta ancora esistente in Africa Orientale e Centrale. La foresta pluviale ospita più di 240 specie di alberi, 140 specie di orchidee, centinaia di farfalle e 275 specie di uccelli. Il Nyungwe è conosciuto come “il più importante sito per la conservazione della biodiversità in Ruanda” dal Birdlife International, per le sue tante specie, 24 delle quali sono endemiche degli altipiani dell’Africa Centrale.
Anche i mammiferi sono prevalenti con le 13 specie di primati che rappresentano il 20% del totale delle specie di primati in Africa. La scimmia colobus (bianca e nera) si trova in gruppi che arrivano a contare l’eccezionale numero di 400 individui.
Ospita anche una grande popolazione di scimpanzé e altre specie come la scimmia dalla faccia di civetta e la scimmia dorata.
Una volta che iniziate a camminare vi accorgerete presto di quanto è grande la foresta: enormi alberi di mogani, ebani e gigantesche felci e orchidee appese sui rami.
Recentemente, il Nyungwe ha inaugurato una passeggiata su una passerella tra gli alberi, l’unica nel suo genere nell’Africa Orientale. Questo è un meraviglioso punto d’osservazione privilegiato per vedere l’incredibile biodiversità di questa rara foresta.

Informazioni generali sull’Uganda e Ruanda

Formalità d’ingresso: Per i cittadini italiani è importante essere in possesso di passaporto con validità minima di 6 mesi e con un minimo di 2 pagine libere. Per gli aggiornamenti si consiglia di contattare l’Ambasciata o il Consolato presenti in Italia.
Per il Ruanda e l’Uganda si deve ottenere un Visto d’ingresso, i visti devono essere richiesti e pagati online prima della partenza; si potranno ritirare all’arrivo. Troverete il modulo da compilare su https://visas.immigration.go.ug
In alternativa possono essere rilasciati dall’Ambasciata o Consolato ma la procedura consigliata è quella precedente.

Pasti: In Uganda e in Ruanda i menu cosiddetti continentali costituiscono una buona base; frequente è l’uso di prodotti locali; usuali i piatti di carne (pollo e manzo), ma non mancano né la frutta né la verdura. Nei pressi dei laghi e dei fiumi l’offerta include la scelta di piatti a base di pesce.

 Abbigliamento e Bagaglio: in Uganda e in Ruanda il clima è gradevole (quasi sempre attorno ai 25/30 gradi); consigliamo pertanto indumenti adeguati a queste temperature.
Ideale l’utilizzo di capi e calzature comodi durante i trasferimenti
Da non scordate un impermeabile, onde ripararsi da un piovasco improvviso.
Durante i trekking dei gorilla e scimpanzé consigliamo un paio di scarponcini resistenti all’acqua, indossati magari con un paio di ghette, onde affrontare senza rischio tracciati a volte molto fangosi/scivolosi. Si consiglia inoltre di indossare camicie a manica lunga e pantaloni lunghi. Utile anche un paio di guanti che possono servire per evitare graffiature ad opera della vegetazione circostante.
Consigliamo vivamente l’utilizzo di una valigia morbida, oltre che un piccolo zaino a spalla da tenere sempre con sé.
Si prega di indossare scarpe resistenti e impermeabili, pantaloni lunghi e camicia a maniche lunghe e di portare con sé quotidianamente sufficiente acqua, oltre che barrette energetiche.

Assistenza medica: Nelle città principali gli ospedali garantiscono un servizio soddisfacente mentre nelle aree rurali il servizio è di base. Si consiglia di portare con se i medicinali personali, inclusi medicinali preventivi o di cui si prevede l’uso.
Nei nostri viaggi consigliamo inoltre vivamente di premunirsi con un’assicurazione personale che includa l’assistenza medica, oltre al rientro con aereo sanitario.

Vaccinazioni e Malaria: Per l’ingresso in Uganda e Ruanda è obbligatoria la vaccinazione contro la Febbre Gialla. E’ assolutamente necessario portare con sè il libretto di vaccinazione per la febbre gialla che, si ricorda, da un paio d’anni ha validità illimitata.
La malaria è presente in tutto il territorio dell’Uganda e del Ruanda specialmente nei periodi più piovosi e caldi; si consiglia di consultare il proprio medico per concordare la profilassi antimalarica più idonea. Si consiglia (come misura preventiva) di indossare indumenti chiari con maniche lunghe e pantaloni lunghi, di utilizzare dei repellenti al tramonto e all’alba e di dormire sotto le zanzariere.

Corrente elettrica: La corrente elettrica è disponibile di 240 volt con prese di tipo “anglosassone”; consigliabile procurarsi un adattatore universale da viaggio. Alcuni lodge hanno elettricità prodotta da piccoli pannelli solari o da piccoli generatori; in questo caso si suggerisce di chiedere l’assistenza allo staff per ricaricare le batterie nelle aree idonee.

 Clima e stagioni consigliati per la visita:
Uganda e Ruanda sono situati sulla linea dell’equatore ed hanno, quindi, temperature stabili ed un clima gradevole. Si possono visitare tutto l’arco dell’anno, evitando possibilmente i mesi da marzo a maggio, durante la stagione delle piogge che rendono difficili i trekking e gli spostamenti su strada.
I periodi asciutti tra dicembre e febbraio e tra giugno e settembre risultano più indicati; comunque anche in questi periodi si possono avere piccole piogge di breve durata.

Lingue: In Ruanda si parla il francese, l’inglese e lo swahili mentre in Uganda si parla l’inglese e lo swahili.

Moneta: I dollari americani in contanti sono l’opzione preferita per entrambi i Paesi.
Per il cambio potrete trovare Banche e Bureau de change nei grandi centri e, naturalmente, all’aeroporto. In Uganda la moneta locale è lo Scellino ugandese (UGX) e in Ruanda il Franco ruandese (FR); consigliamo di cambiare alcuni dollari americani in valuta locale da utilizzare per bevande e souvenir.
In Uganda e Ruanda è buona abitudine lasciare sempre una mancia agli autisti, alle guide ed ai ranger che ci accompagnano nelle escursioni nei parchi ma anche a camerieri, facchini…

Sicurezza: Uganda e Ruanda sono paese relativamente sicuri, anche se negli ultimi anni si sono verificati alcuni spiacevoli fatti di cronaca; è comunque consigliabile prestare attenzione. I piccoli o medi scippi sono sempre possibili specialmente quando si visitano le città o gli oggetti vengono lasciati incustoditi.