I gigli di Maltahohe

Gigli di Maltahohe

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Come tanti fenomeni naturali, anche se in parte causano distruzione allo stesso tempo conducono a fenomeni di rara bellezza.

È il secondo anno che la pioggia si scatena in modo violento sulla Namibia: è una terra arida, prevalentemente sabbiosa e senza vegetazione, ma basta un rigagnolo d’acqua a dare il via all’erosione…
Questa volta è capitato a Maltahohe: un paesino sperduto nel sud della Namibia. Ci si passa forse una volte all’anno per fare benzina e al massimo bere un caffè, il paesino di per sé non lascia né ricordi né emozioni particolari.

I gigli di Maltahohe…Quando la pioggia si accumula in un bacino salato e raggiunge i 30 cm scatena la germogliazione dei gigli della famiglia degli Amaryllidaceae, comunemente chiamati i gigli di palude (Crinum paludosum). Sono fiori bellissimi dal colore delicato che varia dal bianco candido al rosa striato, fino al rosa forte…
La strada sterrata ha iniziato ad essere molto brutta quando mancavano ancora 80 km alla destinazione: ad ogni avvallamento dove era passato un torrente c’erano buchi e sassi…

Ero emozionata: far tanta strada e fatica per andare a vedere dei gigli e poi ancora altri gigli per 800 ettari.
All’arrivo sulla spiaggia sembrava di vedere tanti fenicotteri in lontananza ma in realtà stavo osservando milioni di piante di giglio, ogni pianta con il suo grappolo di boccioli e fiori… immenso…

Mi sono tolta i sandali per entrare nell’acqua a piedi nudi anche se ero un pò titubante per vari motivi ma principalmente perchè immaginavo che l’acqua fosse fredda, mentre invece era piacevolmente tiepida… e pensare che c’erano solo 30 cm di acqua!
In molti punti il fondo risultava melmoso ed i miei piedi affondavano per qualche centimetro in un fango denso e sottile.
Ho fatto velocemente la lista di tutti i vermicelli, pesciolini, larve di ogni specie immaginabile e potenziali abitanti di quel luogo e a quel punto mi sono obbligata a smettere di pensare. Era meglio cominciare a lasciarmi coinvolgere dai gigli…

gigli di paludeAl primo sguardo mi sono sentita sperduta: ma da dove si inizia ad osservarli? Ma quanti sono? Ma qual’è il più bello da fotografare? Alcuni erano già sfioriti ma molti ancora in bocciolo.

…Osservavo Valentino e vedevo che anche lui sembrava in crisi , osservava dall’obiettivo e poi scuoteva la testa.
Poi, vagando tra i gigli alla ricerca del più bello e del più disponibile ci siamo lasciati coinvolgere completamente e abbiamo cominciato a scattare foto e scattare ancora. -“No, questa non va bene” .. “Questo è bellissimo.” “Sìììì” –

Il tempo passava ed il sole ad un certo punto aveva deciso di giocare a nascondino dietro un nuvolone enorme che prometteva altra pioggia; a quel punto abbiamo deciso di arrenderci e di uscire dall’acqua…

L’indomani ci siamo alzati presto; il cielo era molto nuvoloso. Ne abbiamo approfittato per fare colazione con calma, per poi ripartire verso i campi di gigli. Il tempo passava ma il cielo rimaneva sempre di un grigio intenso, con alcuni spiragli di blu in lontananza che facevano ben sperare. Si era alzato un forte vento che ci impediva di fare fotografie; dopo alcuni scatti abbiamo deciso di arrenderci e di fare una camminata nei dintorni.

gigli di paludeDopo due ore passate a gironzolare nei dintorni ed essendo alquanto ansiosi abbiamo deciso che, vento o non vento, avremmo ritentato qualche scatto. Il cielo era decisamente migliorato anche se difficilmente lo si poteva definirlo sereno.
Lo scatto era scandito dall’attimo in cui il vento non stava soffiando, a volte solo per un secondo.
Eravamo così presi che il tempo passava velocemente; ad un certo punto Valentino mi ha detto –”Mi dispiace ma è ora di rientrare a Windhoek.”-
Pigramente e continuando ad osservare i fiori stavamo percorrendo il tratto sommerso verso la macchina.
Erano passate tre ore da quando avevamo iniziato a fare le foto ed era anche passata l’ora di pranzo.

…Il ricordo dei gigli rimare forte nella mia memoria…
Spero che per un attimo sia riuscita a distogliervi dai vostri pensieri quotidiani e siate stati anche voi, assieme a me, con i piedi ammollo, circondati da milioni di gigli profumati…